Da anni oramai quando si parla di
Rosarno si coniuga il male e la criminalità organizzata e non. La città è,
certamente, difficile e le famiglie di ‘ndrangheta negli ultimi decenni hanno
operato allargandosi sempre maggiormente per rafforzare il proprio controllo
sul territorio. Questo è un fatto notorio che nessuno nega o può negare. A
Rosarno la presenza della criminalità organizzata è stata massiccia, ma
comunque, più o meno, con gli stessi livelli di tutte le altre comunità
calabresi. Ma, questo non può consentire, assolutamente, di citare, accostare e
puntare il dito su tutti i rosarnesi anche quando questi non hanno nulla a che
vedere con quanto accade in Calabria o in Italia. Pare che l’ultima trovata dei
media sia quella di inserire in ogni vicenda Rosarno perché questo nome attira
l’attenzione degli utenti in negativo! Basta guardare su google le immagini
della città per rendersi conto di ciò: mentre in tutti gli altri siti
padroneggiano i monumenti e le iniziative positive, per la nostra città le
prime 50 immagini rappresentano le operazioni di polizia, la rivolta dei
migranti, la devastazione della città! Un biglietto da visita che appare
eloquente per chi entra in tale sito. Ed in tale condizione di estremo disagio
e spesso di non veridicità, mai nessuno ha chiesto un momento di riflessione e
di dibattito per cercare di porre rimedio e dare voce alla maggioranza assoluta
dei cittadini onesti e laboriosi di Rosarno. E’ vero a Rosarno vi è la
‘ndrangheta, così come vi è a Gioia Tauro, a Vibo Valentia, a Cosenza a Reggio
Calabria e, comunque, nella maggior parte delle città calabresi ed ora anche
italiane. Ma, questo non vuol dire che tutti gli abitanti siano criminali. Anzi
e meno male, il numero di affiliati è, certamente, sparuto e non rappresenta,
sicuramente, la comunità. Mai nessuno, però, si è mai chiesto le ragioni di
ciò, né nessuno ha cercato di difendere questa laboriosa e generosa comunità.
Qualche voce isolata ha cercato di dire la verità, ma è stata immediatamente
attaccata e delegittimata. In tali condizioni di estrema difficoltà il
Consiglio Direttivo del Patto di Solidarietà ha ritenuto doveroso per i
cittadini onesti di avanzare un appello a tutte le forze sane, associazioni, a
tutti gli operatori, a tutti i giovani, alla Chiesa, a tutti coloro che vivono
in questa città o che, comunque, conoscono le sue nobili origini, la sua
storia, la generosità del suo popolo, per cercare di ripristinare una verità
manipolata e spesso stravolta. La ‘ndrangheta esiste ed è pervasiva, ma la
maggior parte dei cittadini sono onesti e laboriosi e non hanno nulla a che
vedere con il sistema della criminalità organizzata. Questi cittadini, il
lavoro della associazioni, l’insegnamento delle scuole, meritano rispetto e non
possono essere accomunate sempre e solo con il “male”. Una operazione del
genere rischia di spegnere quelle fiammelle, oggi incendi devastanti, di
speranza che tante persone, con sacrifici pesantissimi, cerca di accendere nei
cuori della comunità e dei tanti giovani che vorrebbero riscattarsi e
riscattare la loro città. Questa comunità, questi giovani, questi educatori,
meritano ed esigono rispetto. Alle tante inutili parole di profonda
delegittimazione, chiedono a gran voce che ognuno faccia il proprio dovere fino
in fondo con onestà ed oggettività. Bene la repressione, bene la prevenzione,
ma maggiormente obiettività nelle valutazioni e piani straordinari per il
lavoro, l’occupazione e la crescita. I cittadini ed i giovani di Rosarno, che
hanno vissuto una vita nel percorso della legalità e quelli che vogliono
intraprendere e proseguire questo cammino, non possono vivere di sterili
parole: la ‘ndrangheta, il sottosviluppo culturale, la criminalità si
combattono principalmente con l’offerta di una vita normale, con la possibilità
di avere un lavoro e di non aver bisogno dei mafiosi per poter vivere. Alla
necessaria ed indispensabile repressione tutti devono anche adoperarsi per
creare l’alternativa per una esistenza normale. In mancanza, tutte le persone
senza lavoro, in difficoltà, con la impossibilità di sfamare i propri figli,
saranno dei possibili soldati alla mercé di chi vuole percorrere la strada
della illegalità. Ed allora, lasciamo le Forze dell’Ordine ed i Magistrati a
fare il loro importante lavoro, aiutiamo gli educatori a imprimere nelle
coscienze dei cittadini e dei giovani quella cultura della indispensabile
legalità, sosteniamo però la città e gli imprenditori perché possano offrire
una alternativa credibile e che consenta a tutti di poter vivere una esistenza
libera e dignitosa. Senza equità sociale la battaglia intrapresa e che ha dato
ottimi risultati, nel tempo, si spegnerà e la criminalità ritornerà più forte
di prima. Ed allora, tutta la comunità deve chiedere a gran voce che si volti
pagina e si parli, finalmente, di crescita, lavoro, sviluppo, occupazione e di
tutte le positività esistenti e che devono essere un modello di vita. Il tutto
ponendo fine ad una delegittimazione continua e senza senso per la dignità
delle persone oneste e che stanno lottando il sistema mafioso con impegno e
tanti sacrifici. E’ arrivata l’ora di porre fine a questo attacco mediatico di
interesse soltanto giornalistico e che tutti, compresa la stampa, cominci a
dare una mano per tirare via Rosarno ed i rosarnesi dalla palude in cui sono
stati cacciati.
Per il Consiglio Direttivo
il portavoce
( Giacomo Saccomanno )
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